Il piano pilotis presenta un’installazione di SUNAKI che interviene concretamente sul Padiglione Giappone, con l’Apertura e il Percorso ad Anello in Pendenza come protagonisti.
Al centro dello spazio è collocato un piatto a specchio ispirato ai frammenti di ceramica rinvenuti durante gli scavi nell’area per la costruzione dell’edificio nel 1956. Sul soffitto del piano pilotis è installata una luce che illumina la superficie specchiata e oscilla in sincronia con dialogo dell’Apertura. Passandovi attraverso, la luce riflessa dalla superficie a specchio crea una forma sul soffitto della sala espositiva del primo piano.
Lungo il tracciato intorno al Padiglione del Giappone è in parte disposto un percorso in pendenza ad anello ellittico che rappresenta il tracciato stesso. La loro sovrapposizione prende la forma di corrimano di terracotta, collocati attorno allo spazio pilotis e al padiglione come a ricalcare il percorso. Questi sono esposti al clima esterno (pioggia e luce solare) e cambiano nel tempo durante il periodo della mostra.
Il piedistallo delle sculture pilotis viene trasformato in una panchina e un'area per la consultazione dei libretti. Su uno dei due espositori esistenti, un altoparlante riproduce l'audio sincronizzato con i filmati della galleria al piano superiore. Sull'altro espositore è installato uno smartphone per la consultazione del dialogo automatico online.
Su un apposito sito web, gli elementi che compongono il Padiglione del Giappone, i veri protagonisti di questa mostra, continuano a dialogare autonomamente.
I visitatori possono assistere al dialogo online in tempo reale, che continua giorno e notte, accedendo al sito, oltre che utilizzando i dispositivi collocati nel piano pilotis. Il dialogo tra gli elementi, ai quali è stata data una soggettività grazie all’IA generativa, segue la stessa frequenza di 17 minuti dei filmati, del dialogo e dei suoni della sala espositiva. Presenta continuamente infiniti mondi alternativi rispetto alla versione reale.
In questa esposizione, il team di curatori e artisti imposta un dialogo tra gli elementi e gli esseri umani, utilizzandolo come prompt per la realizzazione della mostra, e definisce il carattere di ogni elemento. Partendo da tale prompt, è adottata una base di conoscenza come modalità per dare loro un’intelligenza. Più precisamente, si costruisce una bibliografia a cui gli elementi fanno riferimento quando formulano un pensiero. Questa comprende testi di diverse discipline, tra cui arte, architettura, filosofia, attualità e cultura pop. La fase stessa di compilazione di questi testi in collaborazione con il team di artisti è considerata un elemento importante del processo di allestimento della mostra.
Grazie al dialogo automatico sul web, gli elementi dialogano tra loro utilizzando direttamente questa bibliografia, creando così un’estensione dello spazio fisico del Padiglione del Giappone.