THE JAPAN PAVILION
19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia
10 maggio – 23 novembre 2025
Introduzione


Spesso percepiamo il nostro ambiente come qualcosa di manipolabile — una prospettiva che potrebbe essere alle radici della crisi climatica. Per quanto lo sviluppo tecnologico sia essenziale, l’innovazione da sola non basta ad affrontare completamente questa situazione, così come il rifiuto della tecnologia a favore di un ritorno alla natura non rappresenta una soluzione praticabile.

Ciò di cui abbiamo bisogno è una terza forma di Intelligens che eviti gli estremi del controllo e dell’impotenza, e che rifiuti la visione binaria secondo cui l’ambiente sia o completamente controllabile o del tutto al di fuori della nostra influenza.

La manipolazione implica una separazione tra soggetto e oggetto. Per metterla in discussione, partiamo da un esperimento riflessivo: immaginiamo un orizzonte in cui queste separazioni si dissolvano.

Nella cultura giapponese, il concetto di ma — “tra spazio/tempo” — offre un’alternativa. Più che uno spazio vuoto, ma è una tensione dinamica tra entità e plasma una soggettività simile a un vuoto che non esiste né nel mondo umano né in quello esterno, ma si colloca tra i due.

Questo spazio intermedio è di scambio reciproco, dove i confini tra umano e non-umano, natura e artefatto, si confondono. Qui si partecipa non come comandanti o osservatori, ma come parte di un dialogo.

Per esplorare questa idea volgiamo lo sguardo all’architettura del Padiglione Giappone, immaginando un futuro prossimo in cui i suoi elementi — l’Apertura, le Colonne Murarie, i Muri Esterni, la Terrazza in Mattoni, la Pensilina, il Percorso ad Anello in Pendenza e l’Albero di Tasso — interagiscono e si scambiano informazioni. Gli umani partecipano da equi interlocutori a una conversazione in divenire resa possibile dall'IA, indicando nuove forme di coesistenza.


Jun Aoki, Curatore
1 aprile 2025